Gabriella Riccio

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Coreografa e ballerina indipendente, con base a Madrid, Gabriella Riccio con più di 14 opere, è una delle coreografe riconosciute della scena sperimentale della danza in Italia (A. D’Adamo, a cura di, Spazi per la danza contemporanea, Editoria & Spettacolo, 2009). Profilo eclettico con un vasto interesse artistico che porta a collaborazioni con diversi artisti e discipline, mettendo in discussione la danza stessa, i suoi limiti e confini, oltre le definizioni e le etichette con un vivo interesse per il performer come persona e per i “corpi qualunque”.

La sua carriera si svolge tra Napoli e Berlino, con la sua compagnia cia gabriellariccio fondata nel 2003 e con interessanti collaborazioni per noti coreografi o gruppi internazionali, come la compagnia Felix Rückert a Berlino, il giapponese Hal Yamanouchi e l’argentina Silvia Vladimivsky. Lo sviluppo della sua impronta creativa è il risultato di una formazione incentrata nella danza contemporanea, ma anche di una costante esplorazione in altre discipline, che la porta a un progetto di ricerca sul corpo e sulla scena contemporanea come strumenti di conoscenza, con un interesse per la natura più aperta e sperimentale della danza, un’attenzione a nuovi formati e nuove tecnologie, uno stretto rapporto con la musica e l’ambiente sonoro in dialogo con musicisti e compositori attivi sulla scena internazionale come Elio Martusciello, Achille Succi, Neil Leonard, Massimo Scamarcio, Norsola Johnson, artisti della transavanguardia come Carmine Rezzuti e filosofi come Jean-Luc Nancy, Maurizio Zanardi, Vincenzo Cuomo, Romano Gasparotti.

Gabriella Riccio è nata a Napoli e nella sua città natale si avvicina al balletto classico e contemporaneo. Nel 1996 si trasferisce a Roma dove è curatrice della Piattaforma italiana di danza e performance e del e del programma di seminari e master class con coreografi internazionali per il festival Romaeuropa e il festival Montpellier Danse, della sezione Urban Performance per il festival Enzimi, del festival internazionale della video-danza Il Coreografo Elettronico e del progetto Terpsychore – Rete europea per la protezione del patrimonio audiovisivo della danza. Questo è un periodo molto nutriente per la sua carriera, potendo accedere al panorama della creazione contemporanea a livello internazionale e entrando in contatto con alcune delle personalità più rappresentative della scena europea. Allo stesso tempo per lei si apre un percorso di ricerca intorno al corpo che danza, esplorando altre tecniche e conoscenze quali buto, tango, danza-teatro, yoga, zen, vipassana, bdsm. Collabora come assistente alla coreografa per l’argentina Silvia Vladiminsky che la invita per una residenza con la sua compagnia a Buenos Aires, e in dialogo più stretto lavora come interprete e assistente del giapponese Hal Yamanouchi, tra gli altri in Tourandot (1998) per il Teatro dell’Opera de Roma e Setsuna (2002).

Nel 2003 da il salto internazionale per entrare a far parte della compagnia Felix Rückert a Berlino in un dialogo molto intenso con la ricerca artistica di uno dei coreografi più sperimentali e trasgressivi della Germania, partecipando come ballerina alle produzioni della compagnia Ring (2003), Secret Service (2004), Love Zoo (2004), prende parte alle residenze di ricerca e la creazione per le produzioni Love Zoo e Messiah Game (2004) ed è assistente del coreografo per la creazione di Mushroom (2003), così come nei seminari della compagnia orientati a ballerini e performer professionisti, lavorando negli spazi europei della scena della danza sperimentale come Dock11 a Berlino, Les Bains: Connective a Bruxelles, Albergo dei Poveri a Napoli, Accademia Nico Pepe e il festival Corpi Sensibili a Udine, Statens Teaterskolea a Copenaghen, festival Eurokaz a Lubiana, Tanzhaus nrw a Düsseldorf.

Parallelamente alla sua attività di interprete, durante il suo soggiorno a Berlino, Gabriella Riccio debutta nel campo della creazione. Le sue prime opere presentate in spazi non convenzionali e marcatamente concettuali si concentrano sul rapporto tra performer e spettatore, in cui il pubblico partecipa attivamente e direttamente: Watch|Touch (2003) creato dal Maggio dei Monumenti di Napoli, lavoro su esposizione, intimità e vulnerabilità con la formula solo performance for a solo spectator; Körpersprache (2004) un esperimento sui giochi di potere, commissionato dal Goethe Institut Neapel e invitato alla rassegna Di Seconda Mano; K.I.S.S. # 1 – about fragility (2004) lavoro concettuale che indaga il tema della fragilità con musica elettronica dal vivo di Elio Martusciello, creato per la Vetrina della Giovane Coreografia d’Autore di Napoli, Mensch – über Schönheit [Tryptik] (2005) trittico per un pubblico itinerante è un dispositivo per interrogare il concetto di bellezza, ancora una volta con musica elettronica di Elio Martusciello creato su commissione e con il contributo del Goethe Institut Neapel. Nella sua edizione a solo Mensch – über Schönheit [Solo] (2006) viene invitato dall’Ente Nazionale di Promozione Danza di Napoli per la Piattaforma coreografica di giovani autori e coreografi, nell’ambito della Giornata Mondiale della Danza. Il lavoro riceve una menzione orale dalla giuria per la qualità del lavoro coreografico nell’ambito del festival internazionale di videodanza Il Coreografo Elettronico, ed è invitato da Filmstudio80 a Roma, nell’ambito del festival Tra genio e seregolatezza: il video d’autore Made in Italy. Con Echo Resonance & Memory (2008) creazione site specific sul tema della memoria in dialogo con la musica originale di Neil Leonard del Berklee College of Music di Boston, la sperimentazione si apre all’interazione con le nuove tecnologie video in collaborazione con Alia Scalivini e Alexis De Vita. Lo stesso anno viene invitata al NTFI Napoli Teatro Festival Italia nell’ambito del progetto ZAC Zona di Attacco Creativo, presentando gli interventi di danza urbana Guerrilla Remixed (2008) con un gruppo di 11 performer. Noli Me Tangere – studio in divenire (2008) – selezionato per il progetto Transitidanza 2 dell’ETI /MIBAC, detta in forma di studio presso il NTN Teatro Nuovo Nuovo di Napoli, qui ‘interazione tra movimento e musica si fonde grazie alle nuove tecnologie applicate all’ambiente sonoro e all’esplorazione di una dimensione drammaturgica della danza in relazione alla parola e al pensiero filosofico. Nel 2009, la cia gabriellariccio è riconosciuta dalla Regione Campania e ottiene l’accesso ai fondi come compagnia di produzione danza. La pièce Noli me tangere (2009) debutta come creazione al TIN Teatro Instabile di Napoli, successivamente è selezionato per la direzione artistica di Mauro Petruzziello, nell’ambito di Deus Ex Machina.01 per lo spazio Kollatino Underground di Roma e debutta come prima nazionale al DOCK11 di Berlino. Diventa ciò che sei (2009) è una performance site specific in dialogo con Carmine Rezzuti artista storico della transavanguardia napoletana. Writing on waters (2009) con la partecipazione del violoncellista Norsola Johnsos dei Goodspeed You! Black Emperor, performance che esplora le possibilità della composizione istantanea viene presentata all’Auditorio della Città  di Albino, Bergamo.

In seguito alla crisi del 2009 Gabriella Riccio si unisce al movimento italiano di beni comuni e degli spazi culturali autorganizzati e concentra la sua attività di artista indipendente, attivista e ricercatrice come coreografa residente a L’Asilo, comunità aperta di artisti, attivisti e ricercatori in autogoverno a l’Ex Asilo Filangieri di Napoli. L’Asilo diventa il suo punto di riferimento per la ricerca e la produzione indipendente. Qui dirige il laboratorio di ricerca permanente esperimenti di sopravvivenza nello spazio, realizza la residenza Oltre l’apparenza (2015) con la ballerina Alessandra Fabbri, ricrea Noli me tangere (2015) con una nuova formazione artistica, crea i lavori Magnificat – primo studio per un mondo migliore (2015) che debutta al Grande Vento de L’Asilo e La Follia (2016) insieme al clarinettista Achille Succi che debutta al teatro Piccolo Bellini di Napoli.

Dal 2003, Gabriella Riccio accompagna il suo lavoro di coreografa e interprete alla sua attività di formazione e trasmissione che riunisce sotto il nome di Esperimenti di Sopravvivenza nello Spazio,  laboratorio permanente e nomade di ricerca e creazione tra danza e pensiero attorno al corpo, al tempo e allo spazio, sviluppando questo lavoro in vari centri. Il laboratorio generalmente si rivolge a  ballerini, attori, musicisti e artisti professionisti o in formazione legati al movimento e interessati a trovare il proprio vocabolario fisico e a tutte le persone, con o senza esperienza nella danza, che desiderano indagare le possibilità del corpo e della scena come strumenti di conoscenza. Accanto a questo percorso, dal 2010 Gabriella Riccio dirige seminari di danza per diverse comunità di giovani nella scuola primaria e secondaria, proponendo la composizione coreografica come strumento per l’esplorazione del rapporto individuo-comunità.

Gabriella Riccio è curatrice di rassegne e seminari tra cui Contemporanea09 (2009), AzioniDicembre09Live (2009), Sovrapposizioni//Overlap (2015) e Perché la danza? (2016-17) insieme al filosofo Maurizio Zanardi.

L’attività di ricerca e creazione di Gabriella Riccio è accompagnata dalla sua riflessione e produzione teorica con la partecipazione a conferenze, workshop e proposte sperimentali tra cui il congresso internazionale Sublimazione. Analisi critica dell’ultima frontiera del simbolico al PAN Palazzo delle Arti di Napoli. Da un punto di vista teorico, due sono le aree di interesse di Gabriella Riccio. Una prima area di interesse riguarda il rapporto tra danza e pensiero pubblicando il saggio Il corpo e la scena. Territori dell’esperienza estetico-cognitiva nella pratica artistica della danza in lingua inglese per la rivista accademica AION An interdisciplinary Journal (2016) in Space and Beyond. Space and Place in Contemporary Theatre, Vol. 20, n. 2 (2016) editori Carmen Gallo e Clément Lévy, e in versione italiana per la rivista KAIAK a philosophical journey (2017). Viene inoltre invitata a presentare la sua ricerca al 51° Congresso mondiale di ricerca sulla danza del CID Conseil International di Danse dell’UNESCO. Un’altra area di interesse teorico-pratico di Gabriella Riccio riguarda il rapporto tra arte, cultura e politica, con i saggi La pratica dell’uso civico come scelta estetica, etica e politica per il sensibile comune, a cura di Nicola Capone e Geminello Preterossi per La Scuola di Pitagora Editrice, Napoli 2018 e Per un approccio sistemico al patrimonio culturale: usi civici e beni comuni. Il caso dell’Ex Asilo Filangieri di Napoli, a cura di Fitzcarraldo, Editoriale Bibliografica (2018).