PERCHE’ LA DANZA? | INCONTRI A CURA DI GABRIELLA RICCIO E MAURIZIO ZANARDI | L’ASILO

Perché la danza? a cura di Maurizio Zanardi E Gabriella Riccio

dal 13 ottobre 2017 a L’Asilo

INFO
L’Asilo – Ex Asilo Filangieri, vico Giuseppe Maffei 4 Napoli
info@exasilofilangieri.it
exasilofilangieri.it


PERCHE’ LA DANZA? 
a cura di Maurizio Zanardi e Gabriella Riccio
ciclo di incontri su danza e filosofia a L’Asilo

«Se esistono la peste, il colera, il vaiolo nero è solo perché la danza e di conseguenza il teatro non hanno ancora cominciato ad esistere…» Antonin Artaud

«La perdita per lei [la danza] è un guadagno, la mancanza una gran parte della sua ricchezza. Dire questo non è fare l’apologia dell’effimero, che è uno dei cliché più sfruttati che ci sia! Perché in questo va e vieni tra l’oblio e il ricordo c’è qualcosa che va contro l’effimero e che caratterizza al più alto grado la danza: il processo del ritorno. Sappiamo dunque dimenticare e utilizzare l’oblio come una delle nostre fonti, e vivere così delle fonti dell’oblio» Dominique Dupuy

Perché la danza, e non la musica, il cinema, la pittura, il teatro, insomma le altre arti, sempre che si possa ritenere la danza un’arte? Perché “occupare” gli spazi dell’Asilo con insistenza e continuità per pensare con il maggior rigore possibile la rilevanza e la necessità del danzare? Perché una tale urgenza e privilegio assegnati alla danza? Perché mai la danza sarebbe una questione, in questione?
In verità, la scelta non sembra arbitraria. La rilevanza del danzare è un dato dell’attualità: la sua presenza si estende in modo inedito anche nel nostro paese (con tutti i limiti, le restrizioni, specialmente al sud) sulle scene, nei discorsi “estetici” e nelle pratiche artistiche, comincia a far notizia nei media, a essere sempre più promossa nelle programmazioni delle stagioni teatrali e dei festival, sempre più considerata tra i materiali degni di riproduzione-archiviazione.
Questo significa però che la danza oggi è una posta in gioco: cade in un gioco di forze che ne scoprono e nello stesso tempo ne mettono in forse la forza. I discorsi, i dispositivi produttori di “eventi”, le retoriche “culturali” che la promuovono tendono anche, proprio per mantenerla nell’attualità, a ridurre, e così capitalizzare, il potenziale dei suoi atti, che innanzitutto la danza moderna ha liberato da vincoli estetici, morali e politici. Il rischio della riduzione cresce se la danza non torna a pensare, e noi con lei, quel singolare potenziale (singolare, perché non conoscibile in anticipo, generato solo nell’azzardo del danzare) che le consente di sospendere, sovvertire, le abitudini senso-motorie, gli usi consolidati dello spazio, la collezione dei gesti considerati possibili e auspicabili. Si tratta, dunque, di pensare il senso dell’attualità della danza e la nuova contesa che si apre per sottrarre la natura intempestiva, errante dei suoi gesti moderni alle forze che mirano a impiegarli nella produzione del “sensazionale”, dell’evento, dell’eccitazione e stimolazione incessante della società. Come condursi per sottrarre la sobrietà, la pazienza e la “motilità” del gesto danzante alla volontà di “mobilitazione” che non va per il sottile pur di produrre scosse capaci di attirare attenzione e provocare una ben visibile, e perciò controllabile, agitazione generale?
Certo, il carattere sempre più imprenditoriale delle pratiche artistiche, afferrate dalla logica di una produttività rapida e dagli esiti immediatamente “calcolabili”, spinge le arti in direzione di prestazioni senza teoria, di un assillo competitivo che non lascia spazi e tempo per pensare i propri atti. Il lavoro teorico non sembra più, come è stato in tutte le più ardite sperimentazioni artistiche, componente fondamentale dell’atto di creazione.
Napoli non sfugge a questo processo. Una ragione in più per dare Asilo a un esperimento collettivo e non episodico di pensiero intorno alla danza e con la danza, coinvolgendo il mondo della danza, della filosofia, della critica, dell’audiovisivo, del teatro…
Maurizio Zanardi

/// PROGRAMMA

venerdì 13 ottobre ore 19 | sala del refettorio
#1 NURIA SALA GRAU
Tempo-corpo-spazio: alchimia silenziosa

giovedì 9 novembre ore 19 |sala del refettorio
#2  ROMANO GASPAROTTI
Saggezza del danzare

mercoledì 6 dicembre ore 18 | sala cinema
#3  GABRIELLA RICCIO & MAURIZIO ZANARDI
Lettura di Corpus di Jean-Luc Nancy
a seguire proiezione di Körper di Sasha Waltz

Gli incontri si articoleranno in proiezioni, dibattiti con artisti e studiosi chiamati a confrontarsi sul tema – presto aggiorneremo il calendario degli incontri


/// APPROFONIDMENTI

venerdì 13 ottobre ore 19 |sala del refettorio
#1 NURIA SALA GRAU
Tempo-corpo-spazio: alchimia silenziosa

L’incontro prevede due momenti con gesti danzati “Ananda Natana” (delightful dance) Bharatanatyam coreografia Leela Samson, musica Muthuswami Dikshitar, danza Nuria Sala Grau, durata 12’ e “Monologo sul Movimento” poesia Roberto Sanesi, musica Federico Sanesi, coreografia Nuria Sala Grau, durata 4’

:: Nuria Sala Grau – Danzatrice, coreografa e docente di danza. Si laurea in Psicoterapia Umanista presso l’Istituto di Psicoterapia Umanista di Barcellona. Studia tecnica Graham e Limon a Losanna, danza classica e contemporanea a Parigi e Lione,  danza Bharatanatyam e musica Carnatica e Nattuvanar in India, danza contemporanea con Dominique e Fraçoise Dupuy. Ha insegnato danza per più di venticinque anni a studenti di tutte le età e provenienze. Dal 2007 è Docente di Teatro-Danza Indiano Bharatanatyam al Conservatorio di Musica di Vicenza. Pubblica: con Ermini, Gasparotti, Nancy, Zanardi “Tempo-corpo-spazio: alchimia silenziosa” in Sulla Danza a cura di Maurizio Zanardi, Cronopio 2017; con Michela Bianchi “Continuamente Danza. L’infinito in Corpo” MC Editrice 2013;  “Il Rituale del Danzatore, Trasformazione e Manifestazione” in Danzare Oltre di Dominique Dupuy, Ephemeria Edizioni 2011; “Le Mani nel Teatro-Danza Classico dell’India Bharatanatyam”  in La mano che cura di Patrizia Sanvitale, Marsilio Editori 2011.


giovedì 9 novembre ore 19 | sala del refettorio
#2  ROMANO GASPAROTTI
Saggezza del danzare

:: Romano Gasparotti, dopo esperienze giovanili nel campo del teatro-danza si laurea in Filosofia con E. Severino e perfeziona con M. Cacciari. Insegna Fenomenologia dell’immagine e Teorie della comunicazione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. E’ co-fondatore della rivista Paradosso. Cura con M.Donà l’opera postuma del filosofo novecentesco Andrea Emo. Promotore e curatore di eventi artistico-culturali, ha presentato artisti come S.Shimamoto, H.Nitsch, R.Salvadori, V.Bucciarelli ed è autore e protagonista di readings filosofici assieme a musicisti jazz e di eventi spettacolari quali Imeros e Di un pensare in opera con Andrea Rossi Andrea e V.Moar, da cui è stato tratto il DVD kath’hypokeimenou, edizioni Morra/Splasc(H) Records, 2012.  E’ autore del Manifesto artistico per il XXI secolo “DIASTEMA. Per un’arte festiva” e fondatore del relativo movimento, al quale hanno aderito filosofi, musicisti, artisti visivi, coreografi. Nel 2013 scrive e cura il catalogo della Mostra su Shozo Shimamoto, presso lo Studio Visconti di Milano. Pubblica: Le forme del fare con M. Cacciari e M. Donà , Liguorin1987; Movimento e sostanza. Saggio sulla ‘teologia’ aristotelica, Guerini 1995; Socrates y Platon, Akal 1996; I miti della globalizzazione. “Guerra preventiva” e logica delle immunità, Dedalo 2003; Figurazioni del possibile. Sul contemporaneo tra arte e filosofia, Cronopio 2007; Filosofia dell’Eros. L’uomo, l’animale erotico, Bollati Boringhieri 2007; L’inganno di Proteo. La filosofia come arte delle Muse, Moretti&Vitali 2010, Il quadro invisibile, Cronopio 2015, L’opera oltre l’oggetto Moretti&Vitali 2015, Saggezza del danzare in Sulla Danza a cura di Maurizio Zanardi, Cronopio 2017


mercoledì 6 dicembre ore 18 | sala cinema
#3  GABRIELLA RICCIO & MAURIZIO ZANARDI
Lettura di Corpus di Jean-Luc Nancy
a seguire proiezione di Körper di Sasha Waltz


/// QUALCHE INDICAZIONE DI LETTURA

  • Ermini, Gasparotti, Nancy, Sala Grau, Zanardi Sulla danza, a cura di Maurizio Zanardi, Cronopio, 2017
  • Filosofia della danza, a cura di Barbara Elia, Il Melangolo, 1992
  • D. Dupuy, Danzare oltre, Ephemeria, 2011
  • D. Dupuy, La saggezza del danzatore, Mimesis, 2014
  • J.L. Nancy Corpus, a cura di Antonella Moscati, Cronopio, 2014
  • D. Humphrey, L’arte della coreografia, Gremese, 2001
  • M.S.G. Dyczkowski, La Dottrina della vibrazione nello shivaismo tantrico del Kashmir, Adelphi, 2013
  • E. Guzzo Vaccarino, Danze plurali/l’Altrove qui, Ephemeria, 2009
  • A. Badiou, InesteticaMimesis, 2007