AZIONI DICEMBRE09 LIVE | PERFORMANCE DJ CABARET FILOSOFIA E VISIONI | CAOSMOS

11 > 20 dicembre 2009 Caosmos Gallery

INFO
Caosmos Gallery
via Giuseppe Bonito 16
80129 Napoli
Tel: +39 339 7777242
caosmos.it


AZIONIdicembre09live

danza, musica, filosofia e visioni sul contemporaneo

AZIONIdicembre09live sono una serie di azioni che nascono dalla nostra attività quotidiana, dai nostri percorsi e dai nostri incontri. Gli eventi più diversi hanno in comune l’essere piccoli formati da presentare nello spazio di Caosmos. Le produzioni di Caosmos si alternano a proposte e progetti in cui crediamo e che consideriamo parte del nostro percorso, o che riteniamo vicine al nostro lavoro per assonanza di linguaggi e ricerca. Le proposte spaziano nei più diversi territori: danza, performance, filosofia, musica, teatro, Dj, fotografia, video, documentari, videoclip, installazioni, live, incontri, confereze, seminari.

AZIONIdicembre09live
è un progetto Caosmos
con il sostegno di Regione Campania – Settore Spettacolo


/// PROGRAMMA  vedi sotto per gli approfondimenti

VSPRS SHOW AND TELL – danza | video

documentario (70’)
alain platel  / fabrizio cassol / sophie fiennes
venerdì 11 dicembre h 19.00 @ caosmos gallery


DJ A PAROLE – dj | performance

l’unico Dj che non mette musica (45’)
valerio millefoglie
sabato 12 dicembre h 18.30 @ caosmos gallery


MENSCH UBER SCHONHEIT – danza | performance

coreografia d’autore (30’)
gabriella riccio | caosmos

segue

J.L. NANCY e J. BAUDRILLARD – danza e filosofia | incontro

dialoghi tra filosofia e danza (60’)
tommaso ariemma e gabriella riccio
domenica 13 dicembre h 18.30 @ caosmos gallery


MENSCH UBER SCHONHEIT – danza | performance

coreografia d’autore (30’)
gabriella riccio | caosmos
venerd’ 18  dicembre h 21.00 @ caosmos gallery


ALLA LOCANDA VERDE – musica teatro | performance

concerto avanspettacolo per solita solfa e voci (45’)
SUPERLOWed

segue

L’ARTE DEL DECORO – musica | videoclip |animazione

videoclip di roger marin mountanè
SUPERLOWed

sabato 19 dicembre h 18.30 @ caosmos gallery


MENSCH UBER SCHONHEIT – danza | performance

coreografia d’autore (30’)
gabriella riccio | caosmos
domenica 20 dicembre h 18.00 @ caosmos gallery


NOLI ME TANGERE + K.I.S.S.#1 – ABOUT FRAGILITY – danza | fotografia

mostra fotografica
Piero Cremonese
dal 11 al 20 dicembre @ caosmos gallery


/// APPROFONDIMENTI

VSPRS SHOW AND TELL – danza | video

documentario (70’)
alain platel  / fabrizio cassol / sophie fiennes

AZIONIdicembre09live inizia venerdì 11 dicembre ore 19, con la proiezione di Vsprs Show and Tell, il pluripremiato documentario (70’) di Alain Platel, musiche di Fabrizio Cassol e l’orchestra barocca degli Oltremontano e la regia di Sophie Fiennes. Il video che ha inaugurato la rassegna di introduzione ai linguaggi della performance “contemporanea 09” presentata a Caosmos a Maggio.  Una danza provocatoria e oltraggiosa, la più forte e discussa mai espressa dal coreografo belga.

In VSPRS Show and Tell Sophie Fiennes, regista inglese che ha focalizzato la sua produzione sul tema performance e identità, documenta il lavoro discusso ultimo lavoro di Platel e della sua compagnia nel metter in scena VSPRS una performance che esplora la connessione tra fede e follia, muscia antica e danza contemporanea. Traendo ispirazione da documenti filmati d’epoca di carattere medico o etnografico la compagnia di Platel naviga attraverso le complicate manifestazoni fisiche della devozione ed espone l’intersezione tra sacro e profano.

Les Ballets C. de la B. (l’abbreviazione sta per Les Ballets Contemporains de la Belgique, ironico richiamo alle storiche compagnie di balletti del Novecento) è una compagnia di danza contemporanea, multicoreografica, operante in progetti a cast variabile, indissolubilmente legata al nome del suo fondatore, il coreografo, pedagogo e danzatore Alain Platel. La compagnia nasce ufficialmente nel 1984 dal gruppo di amici e artisti con cui Platel aveva cominciato a lavorare applicando sistemi pedagogici. Con lo spettacolo Emma (1984) Platel si afferma come regista, ma è con Bonjour Madame(1993) e La tristezza complice(1995) che Les Ballets C. de la B. conquista l’attenzione internazionale, diventando una delle compagnie di danza contemporanea più interessanti per la ricerca svolta nel campo del teatro-danza e per l’attenzione alle molteplici possibilità di rappresentazione sulla scena.

Il regista Alain Platel ricorda molto bene la prima volta in cui, adolescente, ascoltò il Vespro in una chiesa di Gand, durante una canicolare giornata estiva. Gli strumenti barocchi originali esprimevano una condizione di aspra dissonanza, in cui forse egli vide un legame con quella lacerazione interiore propria della musica tzigana. Qualunque cosa fosse, si trattava comunque di una delle opere più riuscite del repertorio liturgico.

Composto nel 1610, il Vespro della Beata Verginefu il biglietto da visita del compositore Claudio Monteverdi, che in quella fase della sua vita era alla ricerca di un nuovo committente e voleva dimostrare il suo eclettismo: egli non rinnegava certo l’antico, ma aspirava comunque a percorrere vie del tutto nuove. La sua musica non era solo l’espressione di una religiosità collettiva, ma dava spazio anche all’espressione individuale. L’armonia e la melodia restavano fondamentali, ma il contrappunto e la ritmica si caricavano di un’emozione intensa. In ogni modo, non è certo un’interpretazione semplice e diretta del Vespro quella che propone Platel con vsprs. Egli opta per una via più avventurosa, ed è in questo assistito da Fabrizio Cassol, il direttore musicale del progetto. Cassol arricchisce questo progetto, che prevede l’utilizzo di diverse culture musicali, introducendo il suo trio d’improvvisazione Aka Moon (batteria, sassofono e basso), due musicisti tzigani (violino e contrabbasso), Oltremontano, un gruppo di musica barocca (due trombe barocche e due tromboni) e un soprano. Questo eterogeneo insieme si lascia così ispirare da vari temi del Vespro, alla ricerca di possibilità ancora inesplorate.

Per vsprs, Platel ha riunito dieci danzatori di grande agilità, capaci di prodezze fisiche. Essi provengono da varie parti del mondo, ma non sono certo stati selezionati per le differenze culturali di cui sono portatori: Platel, infatti, cerca piuttosto di formare un gruppo vero, una comunità. I danzatori trovano la loro ispirazione nei cortometraggi che il dottor Arthur Van Gehuchten(1861-1914) dedicò ai suoi pazienti psichiatrici. L’isteria vi raggiunge un grado parossistico sotto forma di movimenti tortuosi, apparentemente del tutto privi di senso. Questi stessi movimenti si ritrovano nei documentari che Jean Rouche girò negli anni Cinquanta in Africa sui rituali dello stato di trance.

Platel adotta un approccio totalmente diverso da quello di Monteverdi. Provenendo da spettacoli nei quali forti personalità erano lo specchio tanto vario quanto vitale dell’universo, egli sembra cercare un mondo interiore in grado di offrire la prospettiva di una più grande solidarietà, anche se solo per il tempo di una rappresentazione. Resta la domanda, tuttavia, se tutto ciò apporti una qualche forma di redenzione. Nelle sue opere precedenti, Platel ha scelto molto spesso la musica barocca, in grado di far scattare sempre una dimensione sublime. A questa dimensione egli opponeva storie d’identità e diversità del nostro mondo. Questi spettacoli mettevano spesso in scena un confronto radicale tra due mondi lontani, il cielo e l’inferno. Sembra che oggi Platel cerchi invece di stabilire un passaggio, un legame tra i due opposti.

Hildegard De Vuyst,
drammaturga di vsprs, novembre 2005

>> altrevelocità   >> cinedans: meeting with Alain Platel|Sophie Fiennes


DJ A PAROLE – dj | performance

l’unico Dj che non mette musica (45’)
valerio millefoglie

Dopo il successo dello scorso 28 novembre alla Triennale di Milano è a Napoli Valerio Millefoglie con il suo DJ A PAROLE. Non ha vinili, ha l’alfabeto. Non mette l’ultima hit, mette frasi prese da ovunque. Da film,  da programmi radiofonici di una volta, da monologhi d’autore e da discorsi da bar registrati di nascosto e riproposti senza privacy. Un blob per sole orecchie che fa ballare a tempo di una balbuzie ritmica e della cantilena-scioglilingua dei venditori di mucche di un vecchio documentario di Werner Herzog. E ancora frasi mandate in saturazione agitando le manopoline di un campionatore d’epoca, concetti stretchati, libri letti al contrario che rivelano messaggi demoniaci come dischi heavy metal, il tutto intramezzato da veloci composizioni per voce e pianola Bontempi. L’evoluzione della parola e del silenzio. Un dj set dalla A alla Z, per uscirne con la maglietta, e con la mente, sudata.

Genere: discoteca con netiquette da biblioteca.

Dietro le cuffie di DJ A Parole c’è Valerio Millefoglie, autore del romanzo trasformista “Manuale per diventare Valerio Millefoglie” (Baldini&Castoldi Dalai, 2005) da cui sono stati tratti un reading portato in tour con CapaRezza e una canzone inedita nell’ultimo best of di Eugenio Finardi. Ha scritto su «Linus», «Rolling Stone», «Il Mucchio».

Come sono diventato l’unico dj che non mette musica – Due cose mi hanno sempre affascinato. Le camerette e i tasti. Le camerette sono dotate di porte, di tapparelle e di tutto quello che ci sta dentro. I tasti corrispondono alle azioni. Spingo e qualcosa ha inizio. Ed ecco il frullato, ed ecco il toast, ed ecco il Rec. Circa un anno fa ho deciso di dare un tocco di tasti in più alla mia casa, che è tutto tranne che casa. Non faccio frullati, non faccio toast, non mi resta che fare Rec. Sono andato sul sito di compravendita e-bay e ho cercato un campionatore. E’ stato un acquisto fatto d’istinto. Ne ho trovato uno molto bello, abbastanza vecchio e ho fatto la mia offerta. Ne sono arrivate altre, ma per tre giorni ho tenuto testa a tutti e me lo sono aggiudicato. Un vecchio campionatore Roland Sp 404 pieno di manopoline, tastini ed entrate per cuffie e microfono. Io e il venditore ci siamo dati appuntamento fuori dalla metropolitana Moscova di Milano. L’ho riconosciuto dal gel. Dalla scala mobile del metrò ho visto spuntare prima un ciuffo di capelli neri, ben dritti, gli facevano un muro in testa, svettavano superbi verso la superficie. Poi ho visto spuntare degli occhialoni da sole con la montatura colorata viola e due braccia, in una felpetta a stelline, strette attorno a uno scatolone con il logo della Roland. Era il mio dj. Ci siamo salutati da colleghi. Non potevo certo spiegargli che io non lo sono affatto e che gli compravo il campionatore solo per ripicca contro frullatori e tostapani. Mi ha proposto di andare a prenderci qualcosa da bere così ci siamo recati in un bar molto chic. Io, un giovanissimo dj e un campionatore di entrambi. Abbiamo ordinato del vino. Poi il giovane dj ha chiesto alla cameriera un tovagliolo. Il tovagliolo era sul tavolino affianco al nostro. Avrebbe potuto prenderlo lui allungando un braccio. La cameriera mi ha guardato come per dirmi “ma è scemo”. Io che sono un vigliacco ho abbassato lo sguardo. L’ho usato soltanto per poche serate, mi ha detto il giovane dj battendo la mano sullo scatolone, fino a quando non mi sono accorto che non mi serviva molto, ora utilizzo un Aiogeooicbowbf (non ricordo la marca nè il modello del campionatore nuovo da lui usato). Metto musica tecnhotonic. Ah,  ho detto io, sperando che quel mio “ah” gli trasmettesse “ah certo che so di che si tratta”. E tu, mi ha chiesto, tu che musica metti? Non mettendo alcuna musica io, su due piedi gli ho risposto Non metto musica, metto parole. Lui non l’ha capito e ci ha bevuto sopra. Io anche. Tornato a casa con il mio nuovo campionatore ho cominciato a campionare frasi. Prima dette da me. Poi dette da altri, di solito gente sconosciuta presa a caso digitando assurdità su youtube. Poi sono andato a digitare in rete quelli che sono i miei riferimenti: Ettore Petrolini, Antonio Rezza, l’alfabeto letto dai piccoli. Ho iniziato a mixarli spingendo tastino dopo tastino. Sentivo che formavano dei discorsi più ampi, e che in comune non avevano solo lettere, ma molto di più, tanto da poterli davvero miscelare come due vinili, tanto da dargli un tempo ritmico, effettarli, ribatterli, farli dialogare. Ho chiamato alcuni amici scrittori, qualcuno è venuto a casa da me, qualcun altro sono andato a trovarlo io, gli ho messo il microfono davanti e li ho registrati a random. Con il registratore del cellulare sono andato in giro a catturare di nascosto i discorsi della gente sui tram, per strada, negli uffici o al bar. Una mattina ho registrato un barista che augurava così tanti buongiorni da non averne più nessuno per lui e per tutta la sua famiglia. Poi tornato a casa li ho tagliati e li ho inseriti in un dj set. Un dj set fatto tutto di parole. Come il mio nome. Dj A Parole. L’unico dj che non mette musica. La postazione del campionatore è in salone, sopra un mobile bar d’epoca. Io mi sistemo su uno sgabello girevole. Era a casa dei miei genitori e da piccolo vedevo questa struttura immensa su cui dovevo arrampicarmi. Ora posso facilmente dominarla. Al mio fianco ho la libreria, la videoteca, il computer e svariati strumenti giocattolo, pupazzi carillon, autobus in miniatura e col sonoro, radioline, cassette, ho tutto il mondo nella cameretta. Quando sono in salone non faccio altro che chiudere la porta di casa, mettermi le cuffie e cominciare a mixare, a scoprire gente su youtube, a leggermi passaggi di libri o a guardarmi spezzoni di film e serial tv. Molti finiscono sui tasti. Io ballo, mi agito, pompo i bassi, lavoro sui difetti di pronuncia, sui respiri, su frasi come “Divertiti, divertiti perché sei giovane!”, “In questa chiesa ci si sente accolti meglio che in un circolo Arci”, “Amico vento viene veloci”, frasi mandate in loop, a ripetizione, saturate che dimostrano tutta la drammaticità delle parole “divertimento”, “giovane” e della solitudine dell’amico vento che viene veloce.

Dj A Parole


MENSCH UBER SCHONHEIT – danza | performance

coreografia d’autore (30’)
gabriella riccio | caosmos

L’assolo – parte del trittico di Mensch – über Schönheit – è spirato alla bellezza esibita, come concepita da J. Baudrillard  la concezione del corpo contemporaneo come corpo macchina, corpo oggettivizzato, corpo plastificato, irraggiungibile, intoccabile, esibito. Un movimento pubblico, logico e razionale, modulare, progressivo, simmetrico, materiale. Il lavoro coreografico è stato sviluppato intorno alla percezione da parte del pubblico  di tempo/durata e di equilibrio/disequilibrio. L’impianto coreografico si articola sui sitemi di composizione che sottendono l’impianto musicale della musica gestuale di Elio Martusciello in Unoccupied Areas.

– creato su commissione del Goethe Institut Neapel nel 2005
– presentato al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli nell’ambito della Rassegna di danza contemporanea Di Seconda Mano edizioni 2005 e 2007
– il video riceve una menzione orale della giuria al festival internazionale di videodanza Il Coreografo Elettronico per la qualità del lavoro coreografico 2006
– invitato alla Giornata Mondiale della Danza dall’Ente Nazionale di Promozione di Napoli nell’ambito della vetrina per la nuova coreografia d’autore 2007
– il video è stato presentato dal Filmstudio80 di Roma per la rassegna Il video d’autore Made in Italy: tra genio e sregolatezza 2007
– presentato nell’ambito di Movi|Mentale festival di video e danza a Napoli nel 2009


J.L. NANCY e J. BAUDRILLARD – danza e filosofia | incontro

dialoghi tra filosofia e danza (60’)
tommaso ariemma e gabriella riccio

Domenica 13 dicembre ore 18.30 l’assolo di danza Mensch – über Schönheit sarà seguito da un dialogo tra filosofia e danza (60’). Il giovane filosofo Tommaso Ariemma,  anima una conversazione-dibattito con Gabriella Riccio, quanto mai attuale, su Jan Luc Nancy e Baudrillard, i due filosofi contemporanei francesi che hanno ispirato Gabriella Riccio per la scrittura coreografica di Mensch e Noli Me Tangere, due sue recenti creazioni,  tradotto, il primo, dal giovane studioso napoletano che ne ha curato la pubblicazione per prestigiose edzioni. Ariemma e Riccio applicano le griglie culturali proprie del sapere filosofico a sofisticate partiture della performance. In particolare, si concentreranno sulla filosofia dell’esposizione nelle partiture poetiche e artistiche, sul ruolo della bellezza e della fragilità per i filosofi francesi – cari ad entrambi gli autori.

Tommaso Ariemma dottore di ricerca in filosofia,ha tenuto lezioni, seminari e corsi presso diverse università italiane e presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha fondato e diretto la rivista di filosofia ‘Ameba’e ha fatto parte di diverse redazioni di riviste filosofiche. Suoi articoli sono apparsi su:‘La società degli individui’,‘Rivista di estetica’,‘Babelonline/print’,‘Kainos’. Ha tradotto e curato testi di Badiou, Nancy, Baudrillard, Derrida, e pubblicato i volumi: Fenomenologia dell’estremo. Heidegger, Rilke, Cézanne (Mimesis 2005), Il nudo e l’animale. Filosofia dell’esposizione (Editori Riuniti 2006), Il senso del nudo (Mimesis 2007), L’estensione dell’anima. Origine e senso della pittura (ombre corte 2009), Logica della singolarità. Antiplatonismo e ontografia in Deleuze, Derrida, Nancy (Aracne 2009).


ALLA LOCANDA VERDE – musica teatro | performance

concerto avanspettacolo per solita solfa e voci (45’)
SUPERLOWed

L’ARTE DEL DECORO – musica | videoclip |animazione

videoclip di roger marin mountanè per SUPERLOWed

Se Cabaret deve essere che sia quello Verde cantato dal postadolescente Rimbaud. La locanda della felicità che spesso corroborava spirito e membra dolenti, dopo una lunga giornata di bagordi e peripezie, al giovane impiastro di Charleville. Sabato 19 dicembre la Caosmos Gallery di via Bonito muterà per una sola impalpabile sera in quella fantasmagorica location della vita notturna di fine ‘800. Pare quasi di esserci già.


NOLI ME TANGERE + K.I.S.S.#1 – ABOUT FRAGILITY – danza | fotografia

mostra fotografica
Piero Cremonese

Un incontro tra danza e fotografia. Due produzioni di Caosmos : nel caso di K.I.S.S.#1 ABOUT FRAGILITY le foto di Piero Cremonese documentano la fase di ricerca e creazione del lavoro della coreografa Gabriella Riccio. Per NOLI ME TANGERE , auori e interpreti Gabriella Riccio e Paolo Rudelli, si tratta di foto di scena delle prime rappresentazioni al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli per TRANSITIDANZA 2  e nella suggestiva cornice del T.I.N. Teatro Instabile Napoli con uno sguardo più ravvicinato.

Gabriella Riccio: L´incontro con Piero è stato improvviso e accidentale. Era il periodo di creazione di K.I.S.S.#1, avevamo appena visto “apparire” le potenzialità del lavoro e volevamo conservarne una testimonianza. Piero arriva, la prova è già in corso, monta la sua macchina fotografica e mi chiede il permesso di “potere stare tra noi”. Sì, lui non vuole stare fuori a fotografare e guardare…lui si mette a camminare tra me, Léonard e le sei persone bendate… così è cominciato tutto. L´incontro era perfetto. Piero era assolutamente in sintonia con il lavoro. Una danza che si vive da “da dentro”. Lasciare Piero muoversi tra noi, venire vicino, anche molto vicino seguiva la dinamica del lavoro, eravamo ancora più esposti, ancora più fragili, lui non aveva paura della prossimità e dell´intimità…Vedere i suoi scatti è stato il passo successivo per capire che avremmo continuato a lavorare insieme. Ci siamo incontrati in modo casuale, inconsapevole…tutto si è fatto spontaneamente, un passo dopo l´altro… Ci unisce l´interesse per l´umanità, gli individui, le relazioni interpersonali. La curiosità per le dinamiche degli incontri. La sua fotografia “vive” l´esperienza del lavoro. I principi che ci muovono mi sembrano gli stessi.

Piero Cremonese: La proposta di fotografare il work in progress di una giovane coreografa indipendente è arrivato in un momento in cui desideravo percorrere nuove strade; al mio modo di fotografare, solitamente razionale ed estetico, volevo aggiungere una maggior partecipazione emotiva, cercare di trasmettere attraverso le immagini anche ciò che mi interessa al di là della fotografia: le relazioni tra gli individui, i loro modi di essere e di comunicare, la verità dei loro incontri. Da qui la mia richiesta di non essere al di fuori dello spazio performativo, ma di farne fisicamente parte, per cogliere meglio le sfumature di ognuno di loro e per dare a me la possibilità di non essere semplicemente un osservatore esterno. Il lavoro con Gabriella è stato un terreno fertile per la mia ricerca di nuove soluzioni fotografiche che ben si sposa con il suo percorso di ricerca di nuove soluzioni comunicative attraverso la danza.

Piero Cremonese (Napoli, 1981) Inizia a lavorare come cameraman ma approda presto alla fotografia. Dal 2000 è a Roma dove si diploma all’Istituto Europeo di Design in Arti Visive, indirizzo fotografia. Vincitore di una borsa di studio all’ultimo anno, ha la gestione dei vari laboratori del dipartimento. Assistente di fotografi (nazionali ed internazionali) nel ritratto d’autore, nel ritratto editoriale e nella comunicazione aziendale, si cimenta anche nella pubblicità come location scouter e assistente di produzione. Inizia l’attività di fotografo documentarista seguendo, tra le altre cose, le attività pastorali all’estero dell’Arcivescovo Metropolita di Napoli.
Attualmente è iscritto all’Università di Roma Tre in “Comunicazione nella società della globalizzazione”. Collabora stabilmente con società B2B come Andiamo! Services, Fanal Comunicazione, Net Congress, Revolution e altre. La sua strada principale l’ha trovata nella documentazione spaziando dal mondo della moda al teatro e al cinema, dall’arte performativa alla musica. Giovanissimo ha già al suo attivo collaborazioni significative nel settori del cinema d´autore, della moda e dell´arte contemporanea sia in Italia che all´estero, come quella per  Daniele Puppi e la Lisson Gallery di Londra, Roma Film Commission, Yoshiro Kawaguchi e Fendi, Gattinoni, Festival Scelsi, Caosmos / cia Gabriella Riccio e altri ancora.

pubblicazioni e mostre
2003 mostra High Fashion in action Parco della Musica, Roma
2003 manifesto The innocents  National Film Theatre, Londra
2003 mostra collettiva Riciclando 2003  Palazzo Ruspoli, Roma
2004 agenda AltaRoma AltaModa
2004 manifesto Jamie and the red ballon National Film Theatre, Londra
2004 libro Roma Imperiale ed. Intrammoenia
2005 cartoline Roma Ieri-oggi  ed. Intramoenia
2006 mostra itinerante Sottosuoli, Roma
2006 catalogo Renato Meneghetti, Palazzo Venezia, Roma